Marketing per fisioterapisti: come attrarre nuovi pazienti

Marketing per fisioterapisti: come attrarre nuovi pazienti (e continuare a farti scegliere)

Perché farsi trovare non basta più: la parte di marketing che quasi nessuno sta usando, e che trasforma i pazienti occasionali in una relazione che dura nel tempo

Oggi in Italia ci sono quasi 70.000 fisioterapisti in attività

Un numero enorme, che dice una cosa semplice: se lavori in questo settore, la competenza clinica da sola non basta più per distinguerti

Probabilmente hai già investito tempo ed energie sugli strumenti di marketing più conosciuti per farti notare. Magari hai curato la tua scheda su Google Business e sei presente su Instagram o Facebook. Sono tutti passi giusti, e se non li hai ancora fatti vale davvero la pena partire da lì, perché senza visibilità nessuna delle strategie che vedremo in questo articolo può funzionare.

Ma c’è una domanda che quasi nessuno, in questo settore, si pone davvero: cosa succede dopo che un paziente ha scelto te? 

Pensa a una persona che ha completato un ciclo di dieci sedute per un problema alla schiena. È guarita, è soddisfatta, ti ha ringraziato all’ultimo appuntamento. E poi? 

Nella maggior parte degli studi, a quel punto la comunicazione si interrompe del tutto. Nessuno le ricorda di fare attenzione alla postura nei mesi successivi, nessuno la richiama per un controllo, nessuno le propone un percorso di mantenimento. 

È un’occasione persa, sia per il benessere del paziente che per la sostenibilità del tuo studio.

In questa guida vediamo insieme come costruire questa parte mancante della tua strategia: come restare in contatto con chi hai già curato, come personalizzare i messaggi in base al percorso di ciascun paziente, e come automatizzare tutto questo (con esempi concreti che puoi copiare e adattare al tuo studio da subito).

Preferisci un video sull’argomento?

Qui sotto trovi un video che parla proprio di marketing per fisioterapisti 👇

Email Marketing per Fisioterapisti: come fidelizzare i pazienti e valorizzare il tuo studio

Gli strumenti di marketing per farti conoscere come fisioterapista (e che dovresti già implementare).

Fare marketing per uno studio di fisioterapia significa fare in modo che nuove persone: 

  1. scoprano che esisti e che lavori nella loro zona; 
  2. scelgano te tra i tanti professionisti disponibili. 

Non ha a che fare con la pubblicità invasiva o con la vendita a tutti i costi: si tratta piuttosto di rendere visibile e riconoscibile la tua professionalità, così che chi ha bisogno di un fisioterapista possa trovarti facilmente e arrivare da te con un minimo di fiducia già costruita, prima ancora di varcare la porta del tuo studio.

Le leve principali su cui puoi lavorare per farti conoscere (cioè gli strumenti concreti che hai a disposizione) sono cinque: la tua scheda Google Business Profile, le recensioni dei pazienti, i social media, la SEO del tuo sito e la rete di collaborazioni con altri professionisti della salute. 

Per ciascuna di queste cinque leve trovi qui sotto cosa significa in pratica e un paio di accorgimenti concreti da controllare nel tuo studio.

1. La scheda Google My Business

Google Business Profile (in passato chiamato Google My Business) è, in breve, la scheda gratuita che compare su Google Maps e nei risultati di ricerca quando qualcuno digita “fisioterapista” seguito dal nome della tua città o del tuo quartiere.

Curarla significa inserire foto reali dello studio (non immagini generiche prese da internet, ma scatti autentici della sala trattamenti, della reception, di te al lavoro), orari di apertura sempre aggiornati, e l’elenco preciso dei servizi che offri, per esempio “terapia manuale”, “riabilitazione post-chirurgica” o “fisioterapia sportiva”, invece della sola voce generica “fisioterapia”. 

È altrettanto importante rispondere con regolarità alle recensioni, sia quelle positive (ringraziando brevemente) sia quelle negative, con tono professionale e senza mettersi sulla difensiva: chi legge le recensioni valuta anche come reagisci alle critiche. Questa scheda è spesso il primo punto di contatto tra te e un potenziale paziente, prima ancora che visiti il tuo sito o i tuoi social.

2. Le recensioni sulle varie piattaforme online

Le recensioni online, su Google o su altri portali specializzati come Miodottore o Doctolib, sono probabilmente il nuovo passaparola: molte persone, prima di prenotare una visita con un professionista che non conoscono, controllano cosa dicono gli altri pazienti. 

Puoi incentivarle in modo semplice e naturale, per esempio via email, con un breve messaggio inviato il giorno dopo l’ultima seduta di un ciclo di trattamenti. Ringrazia il paziente per la fiducia e chiedigli, senza forzature, se vuole condividere la sua esperienza con una recensione, magari inserendo direttamente il link alla tua scheda Google, per rendere il gesto più semplice possibile.

3. I profili sui social media

I social media, in particolare Instagram e Facebook, ti permettono di mostrare il lato umano del tuo lavoro, qualcosa che una scheda Google o un sito web da soli non possono fare. 

Qualche esempio concreto di contenuto che funziona bene in questo settore? 

  • Un breve video di 30-60 secondi con un esercizio semplice da fare a casa per chi soffre di cervicale; 
  • un post che spiega con parole semplici la differenza tra una contrattura e uno stiramento, magari partendo da una domanda che i pazienti ti fanno spesso in studio; 
  • oppure una foto o un breve filmato dietro le quinte, che mostra la sala d’attesa decorata per le feste o un momento di formazione del tuo team.

Non serve pubblicare tutti i giorni: la costanza nel tempo (per esempio due o tre contenuti a settimana, mantenuti stabilmente per mesi) conta molto più della frequenza forzata di chi pubblica ogni giorno per due settimane e poi si ferma.

4. L’ottimizzazione per la SEO

La SEO locale, cioè l’ottimizzazione del tuo sito per comparire più in alto quando qualcuno cerca un fisioterapista nella tua zona, richiede più tempo per dare risultati rispetto alle altre leve (spesso alcuni mesi) ma è quella che porta il traffico più qualificato: ovvero persone che stanno già attivamente cercando un professionista come te, non semplici curiosi che scorrono i social senza un’intenzione precisa. 

In pratica, significa per esempio scrivere sul tuo sito pagine dedicate a specifiche condizioni che tratti (“fisioterapia per la cervicale a [nome della tua città]”, oppure “riabilitazione del ginocchio dopo un intervento”) usando le parole che una persona reale digiterebbe su Google quando ha quel problema.

5. La collaborazione con altri professionisti

Le collaborazioni con altri professionisti della salute (medici di base, ortopedici, nutrizionisti, osteopati, personal trainer) restano una delle fonti di nuovi pazienti più sottovalutate, probabilmente perché richiedono più tempo relazionale e meno “click” rispetto a una campagna online. 

In pratica, si tratta di costruire nel tempo una rete di invii reciproci: 

  • un ortopedico che, dopo un intervento, consiglia ai suoi pazienti un percorso di riabilitazione con te; 
  • un nutrizionista con cui condividi pazienti che seguono un percorso di perdita di peso e hanno bisogno di attività fisica guidata. 

Un semplice biglietto da visita lasciato nello studio di un collega di cui ti fidi, o una breve chiacchierata per capire come lavora, può portare nel tempo pazienti già “pre-qualificati”, che arrivano da te con una raccomandazione diretta e che quindi si fidano di te più velocemente rispetto a chi ti trova per caso online.

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Il limite di Google Business, social, SEO e recensioni

Nel loro insieme, questi cinque strumenti servono a una cosa sola: farti trovare da chi non ti conosce ancora. Sono la base su cui costruire tutto il resto e, se non li hai ancora attivati tutti, conviene iniziare da qui, anche uno alla volta. 

Ma da soli non bastano: sono pensati per parlare a chi sta ancora decidendo se scegliere te, non a chi lo ha già fatto. Una scheda Google la consulta chi sta confrontando fisioterapisti diversi, un post su Instagram lo vede (se va bene) chi scorre il feed per caso, una recensione la legge chi deve ancora prenotare. 

Nessuno di questi canali è pensato per restare in contatto con una persona specifica dopo che è diventata tua paziente: una volta che qualcuno ha prenotato la prima visita, il loro lavoro è finito

Vediamo allora cosa puoi fare da quel momento in poi.

Come restare nella mente dei tuoi pazienti, anche a distanza di tempo.

Molti studi vivono esattamente questo scenario: il paziente finisce il ciclo di cure e non sente più parlare di te finché non ha di nuovo dolore … e a quel punto è facile che scelga un altro professionista, magari uno che nel frattempo ha visto più spesso su Google o sui social.

Lo strumento che colma esattamente questo vuoto è l’email marketing: l’invio organizzato e strategico di email ai tuoi pazienti (e potenziali pazienti). E no, non sto parlando di pubblicità invasiva, ma di messaggi utili che arrivano nel momento perfetto.

L’email marketing può infatti essere utilissimo per:

  • inviare un promemoria per l’esercizio da fare a casa;
  • ricordare che è arrivato il momento di un controllo; 
  • o semplicemente far sapere al paziente che ci sei ancora, se dovesse riaverne bisogno.

A differenza dei social media o della SEO locale, l’email marketing non serve principalmente ad attrarre nuovi contatti dal nulla, anche se, come vedremo più avanti, può fare anche questo. 

Il suo punto di forza è un altro, e vale la pena spiegarlo con un esempio concreto.

Immagina di avere una lista di 200 persone che ti hanno lasciato la loro email: alcune sono già tue pazienti, altre hanno solo scaricato una guida gratuita dal tuo sito. Con l’email marketing puoi scrivere a tutte loro contemporaneamente, in pochi minuti, un messaggio personalizzato.

C’è poi un vantaggio ancora più importante: la tua lista di contatti è tua. Se Instagram cambiasse il suo algoritmo domani e decidesse di mostrare i tuoi post a molte meno persone, il tuo seguito social ne risentirebbe immediatamente, e tu non avresti alcun controllo su questo cambiamento. 

Con l’email marketing, invece, il messaggio che scrivi arriva davvero nella casella di posta di chi ti ha lasciato il suo contatto, senza intermediari che decidono se e quando farlo vedere.

Questo ti permette di fare qualcosa che i social non possono fare bene: accompagnare ogni singolo paziente nel suo percorso terapeutico, seduta dopo seduta, con messaggi diversi in base a dove si trova nel suo percorso. Non è la stessa cosa che pubblicare un post generico su Instagram sperando che il paziente giusto lo veda per caso.

È lo stesso principio della fiducia clinica applicato alla comunicazione: prima ancora di prenotare una visita, una persona si chiede se può fidarsi di te. Un’email utile, puntuale e personalizzata (per esempio, un piccolo promemoria degli esercizi da fare a casa dopo la prima seduta) costruisce quella fiducia, e la mantiene nel tempo, molto più di un post generico sui social o di una scheda Google ben curata.

Vediamo allora come costruire questa parte della tua strategia, cominciando dal primo passo: farti lasciare un indirizzo email da chi, per il momento, è solo una persona interessata a te.

Lead generation: come attrarre nuovi pazienti con una risorsa gratuita

Immagina una persona che scopre il tuo studio per la prima volta (magari trovandoti su Google, o scorrendo Instagram) ma che non è ancora pronta a prenotare una visita. Sta forse ancora valutando se il suo problema richiede davvero un fisioterapista, o vuole confrontare qualche professionista diverso prima di scegliere. 

Se in quel momento l’unico modo che hai per raggiungerla è sperare che torni da sola sul tuo sito o sui tuoi social, quella persona molto probabilmente si perde per sempre.

È esattamente per evitare questo che serve la lead generation: in parole semplici, l’attività con cui raccogli i contatti (di solito l’indirizzo email) di persone interessate a ciò che fai, anche prima che diventino tue pazienti. 

È il primo passo di ogni strategia di email marketing: prima di poter scrivere a qualcuno, devi ottenere il suo indirizzo email e la sua autorizzazione per contattarlo. Raccogliere il contatto ti permette di restare in gioco anche settimane dopo, quando quella persona sarà finalmente pronta a prenotare.

Il modo più efficace e professionale per raccogliere questi contatti è offrire in cambio una risorsa digitale gratuita e di immediata utilità, qualcosa che la persona percepisca come un vero regalo, non come l’ennesima richiesta di dati. 

Un modulo che dice “Iscriviti alla newsletter” non promette nulla di concreto, e la maggior parte delle persone lo ignora, perché non è chiaro cosa riceverà in cambio o perché dovrebbe interessarle. 

Una risorsa gratuita e specifica, invece, funziona secondo un principio molto semplice: se dai prima qualcosa di utile senza chiedere nulla in cambio, la persona è naturalmente più disposta a lasciarti il suo contatto, e comincia già a percepirti come competente ancora prima di conoscerti di persona.

Ma cosa inviare? 

Qui sotto trovi qualche esempio utile per il tuo studio di fisioterapia. 

  1. Una guida illustrata con “I 5 esercizi di mobilità da fare in ufficio per chi lavora molto tempo al computer” è perfetta se molti dei tuoi pazienti hanno un lavoro sedentario: risolve un problema reale e mostra da subito la tua competenza. 
  2. Una checklist video breve, di due o tre minuti, con i consigli per impostare la corretta ergonomia della sedia e dello schermo funziona altrettanto bene, e ha il vantaggio di farti vedere e sentire dalla persona, costruendo un primo legame più personale rispetto a un semplice testo scritto. 
  3. Una mini-guida in PDF su come riconoscere una contrattura muscolare da uno stiramento è utile soprattutto se lavori spesso con sportivi o persone attive, perché risponde a un dubbio molto comune prima ancora che qualcuno decida di prenotare una visita. 
  4. Un breve questionario di autovalutazione, per esempio “Scopri se la tua postura potrebbe causarti problemi in futuro”, con un risultato personalizzato inviato via email, funziona particolarmente bene perché coinvolge attivamente la persona, invece di farle solo leggere o guardare qualcosa in modo passivo.

Per raccogliere questi contatti hai bisogno di una optin page, ovvero una pagina web dedicata, diversa dalla homepage del tuo sito, il cui unico scopo è convincere la persona a lasciare il proprio indirizzo email in cambio della risorsa gratuita che hai creato. 

Non contiene menù di navigazione, non parla di altri servizi: si concentra su un’unica cosa, spiegando in poche righe cosa riceverà la persona e perché le sarà utile.

Puoi creare una optin page anche senza saper programmare, usando gli strumenti che molte piattaforme di email marketing offrono già incluse nel loro servizio. Emailchef, per esempio, ti permette di scegliere tra tre formati diversi, così puoi selezionare quello più adatto al tuo sito: 

  • un form popup, che si apre come una finestra sopra la pagina mentre qualcuno la sta visitando; 
  • un form inline, incorporato direttamente in una pagina del tuo sito, per esempio in fondo a un articolo del blog; 
  • oppure un form ospitato su una pagina esterna, utile se non hai ancora un sito e vuoi comunque iniziare a raccogliere contatti condividendo semplicemente un link.

Su Emailchef, inoltre, quando qualcuno compila il modulo riceve automaticamente un’email di conferma con un link da cliccare prima di essere iscritto del tutto: un passaggio che si chiama double opt-in, pensato per garantire che l’indirizzo email sia valido e che la persona abbia davvero dato il proprio consenso

Altre piattaforme gestiscono questo passaggio in modo diverso, quindi vale la pena controllare come funziona quella che sceglierai. In ogni caso, è un buon segnale di serietà anche per chi si iscrive, perché capisce che il tuo modo di comunicare è professionale fin dal primo contatto.

Una volta pubblicata, puoi condividere la tua optin page sui tuoi social, inserirla nella tua scheda Google Business, o linkarla da un articolo del tuo sito.

Nel momento esatto in cui una persona si iscrive per ricevere la tua guida, succede qualcosa di importante: entra in contatto con la tua professionalità e comincia a scoprire il valore del tuo metodo, ancora prima di aver prenotato un appuntamento e ancora prima di aver speso un euro.

Ogni paziente è diverso: sfrutta la segmentazione per personalizzare le email e guadagnare fiducia

Una volta che la tua lista di contatti inizia a crescere (anche solo a 30 o 50 persone) è il momento di procedere con la segmentazione, ovvero dividere gli iscritti in gruppi più piccoli e omogenei, in base alle loro caratteristiche o esigenze, per inviare a ciascun gruppo contenuti pensati apposta per loro.

Il motivo è semplice: un messaggio pensato per tutti, senza distinzioni, finisce per non parlare veramente a nessuno. Due persone che si rivolgono al tuo studio per ragioni completamente diverse hanno bisogno di consigli diversi. E leggere un’email che non li riguarda comunica, anche involontariamente, che quel messaggio non era pensato davvero per loro.

Su Emailchef, per esempio, puoi creare segmenti in due modi: 

  • in base a campi personalizzati che imposti tu (per esempio il tipo di percorso che stanno seguendo, o il motivo per cui si sono avvicinate al tuo studio), 
  • oppure in base al comportamento che una persona ha già avuto, come la data di iscrizione o le email che ha aperto in passato. 

Ma vediamo due esempi di segmenti che probabilmente riconoscerai, perché ricorrono in quasi ogni studio di fisioterapia. 

  1. Il segmento “Benessere della Schiena”: pensato per pazienti che passano molte ore sedute alla scrivania, o per chi soffre di tensioni legate alla postura quotidiana. A queste persone puoi inviare consigli pratici su come sollevare pesi in modo corretto senza sforzare la schiena, o suggerire piccoli allungamenti da fare la sera prima di andare a dormire, magari con un breve video dimostrativo.
  2. Il segmento “Riabilitazione e Performance Sportiva”: perfetto per atleti e appassionati di corsa o altri sport. A questo pubblico puoi inviare approfondimenti sulla gestione del recupero muscolare dopo un allenamento intenso, spiegare l’importanza di un riscaldamento fatto bene prima della corsa, o condividere consigli sulla prevenzione degli infortuni più comuni nella loro disciplina.

Inviare messaggi così specifici, pensati per una situazione reale che la persona sta vivendo, fa sentire il paziente profondamente compreso (quasi come se gli stessi parlando direttamente durante una seduta) e rafforza in modo enorme la sua fiducia nei tuoi confronti. È un’esperienza molto diversa, e molto più efficace, rispetto a una newsletter generica mandata a tutta la lista nello stesso identico modo, indipendentemente da chi la riceve.

Le automazioni: come restare in contatto con ogni paziente, anche quando non hai tempo di scrivere

Gestire uno studio di fisioterapia significa avere pochissimo tempo libero: tra pazienti, sedute e amministrazione, è facile che un’email pensata per un momento specifico (un promemoria il giorno dopo la prima seduta, un check-up da proporre sei mesi dopo la fine di un percorso) venga rimandata, o semplicemente dimenticata. 

Ma esiste un modo per risolvere esattamente questo problema, senza doverci pensare ogni volta: sto parlando dell’email marketing automation, o automazioni email.

Su Emailchef, le automazioni si chiamano Flow e in pratica funzionano così: imposti una regola una volta sola (per esempio “quando una persona si iscrive alla mia lista, invia questa email di benvenuto”) e da quel momento quella regola si applica da sola a ogni persona che soddisfa la condizione, senza che tu debba fare nulla ogni volta. 

Un Flow è diverso da una newsletter, anche quando quest’ultima è programmata in anticipo. Infatti, la newsletter resta un unico messaggio che decidi di inviare tu, in un momento preciso, a tutta la lista insieme, e tutti gli iscritti lo ricevono nello stesso istante. Un flow, invece, accompagna ogni persona in un momento diverso, cucito sulla sua situazione specifica.

Scopri i Flow di Emailchef: Automazioni Avanzate per il Tuo Email Marketing

In genere un flow è composto da tre parti. 

C’è un punto di entrata, cioè l’evento che fa scattare tutto: per esempio, “un contatto si iscrive alla lista” o “un contatto entra nel segmento Riabilitazione Sportiva”. 

Poi, se vuoi, puoi inserire un’attesa, per esempio “aspetta un giorno” prima di procedere. 

Infine c’è l’azione: nella maggior parte dei casi è l’invio di un’email specifica.

Ma forse un esempio concreto rende tutto più chiaro: immagina di voler ringraziare ogni nuovo paziente il giorno dopo la prima visita. Senza automazione, dovresti ricordartene ogni singola volta, ed è facile che, con il tempo, questo passaggio venga dimenticato. Con un flow, invece, imposti una sola volta la regola “quando un contatto entra nella lista Nuovi Pazienti, aspetta un giorno, poi invia l’email di ringraziamento”: da quel momento, il messaggio parte da solo per ogni singola persona, sempre al momento giusto, senza che tu debba pensarci di nuovo.

Ci sono due flussi fondamentali da attivare fin da subito: richiedono poco lavoro per essere impostati, e portano un beneficio quasi immediato. Vediamoli insieme!

1. La welcome series

La welcome series (letteralmente, “serie di benvenuto”) è il flusso di email che parte automaticamente non appena una persona si iscrive alla tua lista, per esempio scaricando la tua guida gratuita. Di solito è composta da più email che arrivano una dopo l’altra, a distanza di qualche giorno.

La prima è la welcome mail vera e propria: in questo messaggio consegni il regalo che avevi promesso in fase di iscrizione (per esempio, il link per scaricare la guida sugli esercizi) e ti presenti brevemente, spiegando chi sei e di cosa ti occupi. 

Le email successive servono invece a costruire fiducia in modo più graduale: puoi raccontare la tua storia professionale (come sei arrivato a scegliere questo lavoro, quali sono le tue specializzazioni), spiegare in modo semplice come puoi aiutare concretamente i tuoi futuri pazienti, e mostrare le recensioni o le testimonianze di persone che si sono già affidate a te e che hanno ottenuto buoni risultati.

Scopri di più sulle welcome series!

Guarda il video dedicato sul nostro canale YouTube 👇
Cos’è una Welcome series e come trasformare un lead in un iscritto di qualità

2. Il follow-up durante e dopo il percorso terapeutico

Chi va da un fisioterapista raramente fa una sola seduta e basta: nella maggior parte dei casi, si tratta dell’inizio di un vero e proprio ciclo di trattamenti che dura settimane o mesi. Durante questo periodo, il paziente attraversa momenti diversi, e ogni momento porta con sé un bisogno diverso. 

Subito dopo la prima seduta, ha bisogno soprattutto di essere rassicurato e di sapere esattamente cosa fare a casa prima del prossimo incontro. A metà del percorso, il bisogno cambia: vuole capire se i progressi ci sono davvero, o ha bisogno di un piccolo incoraggiamento per non abbandonare la terapia. Una volta terminato il ciclo di sedute, il bisogno cambia ancora: il paziente si sente guarito e, proprio per questo, smette di pensare al problema. Ma ha bisogno che qualcuno gli ricordi che prevenire una recidiva vale più che curarla, prima che il dolore torni. 

Puoi accompagnare il paziente in tutte queste fasi con un solo flow, impostando una sequenza automatica in cui più email sono collegate una dopo l’altra, ciascuna preceduta da un periodo di attesa. 

Ma vediamo come si crea nella pratica.

  1. Il giorno successivo alla prima seduta, l’automazione invia un’email che dice qualcosa come:
Questo semplice messaggio fa sentire il paziente seguito, anche a distanza di ore dalla seduta.
  1. A metà del percorso di cura, puoi impostare un’altra email che serve a monitorare i progressi (magari chiedendo semplicemente come si sente rispetto a una o due settimane prima) oppure a condividere consigli utili su come mantenere una postura corretta durante le ore di lavoro, un tema che spesso incide più della singola seduta sul risultato finale della terapia.
  2. Infine, una volta terminato con successo l’intero ciclo di sedute, l’automazione può inviare un promemoria a distanza di sei mesi, per proporre un check-up di controllo posturale preventivo. È un modo semplice ma efficace per far tornare il paziente in studio non perché ha di nuovo dolore, ma per prevenire che il problema si ripresenti, trasformando una visita occasionale in un rapporto di cura continuativo nel tempo.

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Esiste quindi un canale migliore degli altri se fai marketing per fisioterapisti?

A questo punto vale la pena chiudere il cerchio con le leve con cui abbiamo aperto l’articolo: Google Business, social media, SEO locale e recensioni. Nessuna di queste smette di essere importante: restano fondamentali per farti trovare da chi non ti conosce ancora, e continuare a investirci ha senso. L’email marketing non sostituisce nulla di tutto questo: lo integra, occupandosi di una fase diversa e altrettanto importante del rapporto con il paziente.

Per usare un’immagine semplice: pensa alla tua strategia di marketing come a un imbuto. Nella parte larga, in alto, ci sono le persone che ancora non ti conoscono: è lì che agiscono i social, la SEO e Google Business, portando nuove persone a scoprirti. Nella parte più stretta, in basso, ci sono le persone che sono già diventate tue pazienti, o che sono molto vicine a diventarlo: è lì che entra in gioco l’email marketing, che si occupa di far restare chi ti ha già scelto, invece di limitarsi a farti trovare da chi ancora non sa che esisti.

Il risultato, nel tempo, è che un singolo ciclo di sedute si trasforma in una relazione di lungo periodo, fatta di check-up periodici, nuove richieste di trattamento per problemi diversi, e spesso, come conseguenza naturale di un paziente soddisfatto e seguito con attenzione, nuove recensioni spontanee o consigli passati ad amici e familiari.

Domande frequenti sul marketing per fisioterapisti

È l’attività con cui raccogli i contatti (di solito l’indirizzo email) di persone interessate a ciò che fai, anche prima che diventino tue pazienti. Per un fisioterapista significa non perdere le persone che scoprono il tuo studio ma non sono ancora pronte a prenotare: raccogliendo il loro contatto puoi restare in gioco anche settimane dopo, quando saranno finalmente pronte.

Servono tre passaggi fondamentali: raccogliere gli indirizzi email offrendo qualcosa di utile in cambio (lead generation), dividere gli iscritti in gruppi con esigenze simili per personalizzare i messaggi (segmentazione), e impostare automazioni che inviano il messaggio giusto al momento giusto, senza doverci pensare ogni volta.

È l’invio organizzato e strategico di email ai propri contatti (pazienti, potenziali pazienti, o entrambi) non per fare pubblicità invasiva, ma per restare in contatto in modo utile. Funziona raccogliendo prima il consenso e l’indirizzo email delle persone, poi comunicando con loro in modo mirato: messaggi diversi in base a chi le riceve, spesso automatizzati in base a un’azione che la persona ha compiuto (come iscriversi a una lista).

Il modo più efficace è offrire in cambio dell’indirizzo email una risorsa gratuita e utile (una guida, una checklist, un questionario) invece di un semplice modulo “iscriviti alla newsletter”, che non promette nulla di concreto e viene per questo ignorato dalla maggior parte delle persone. La risorsa si raccoglie tramite una pagina dedicata (una optin page), condivisa su social, sito o altri canali.

Serve a non perdere il contatto con le persone interessate a ciò che offri ma non ancora pronte ad agire. Senza raccogliere il loro indirizzo email, l’unica alternativa è sperare che tornino da sole quando saranno pronte … e la maggior parte, semplicemente, non lo farà.

Non serve principalmente ad attrarre nuovi contatti dal nulla, come farebbero i social o la SEO. Il suo punto di forza è un altro: accompagnare chi hai già raggiunto, con una lista di contatti che è tua e arriva davvero a destinazione, senza dipendere da un algoritmo che decide chi vede cosa.

Oltre al passaparola tradizionale, puoi lavorare su una scheda Google Business curata, sulle recensioni online, sui social media, sulla SEO locale del tuo sito e su una rete di collaborazioni con altri professionisti della salute. A questi strumenti puoi affiancare la lead generation via email, che intercetta anche chi non è ancora pronto a prenotare ma potrebbe esserlo in futuro.

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