Una guida completa a Manychat: cos’è, come funziona e come trasformare chi ti scrive nei DM in un contatto della tua lista email
Se gestisci i social della tua attività, probabilmente ti sarà capitato di chiedere alle persone di scriverti in privato o lasciare un commento per ricevere qualcosa in cambio: un link, un codice sconto, una guida gratuita.
È una strategia che funziona benissimo per generare interazione: il pubblico ama i contenuti “interattivi”, quelli che chiedono un’azione semplice in cambio di qualcosa di concreto. Il problema arriva quando i commenti diventano decine, poi centinaia: rispondere a mano, uno per uno, copiando e incollando lo stesso link in chat, è umanamente impossibile.
Ogni minuto di ritardo è un potenziale cliente che si distrae, passa al post successivo e non torna più. E se gestisci più campagne contemporaneamente, il lavoro manuale diventa rapidamente ingestibile, anche con un team dedicato.
Ma questo processo si può automatizzare completamente con Manychat, un chatbot dedicato a Instagram, che risponde nello stesso istante in cui arriva il commento, 24 ore su 24, sette giorni su sette, senza che tu debba essere davanti allo schermo.
In questa guida vediamo cos’è Manychat, come funziona nel dettaglio e come costruire passo dopo passo un’automazione che trasforma un contatto di passaggio sui social, in un cliente fidelizzato grazie all’email marketing.
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Qui sotto ne trovi uno che parla proprio di Manychat e come integrarlo con l’email marketing 👇
IN QUESTO ARTICOLO
- Cos'è Manychat e come funziona il chatbot per rispondere ai DM
- Cosa succede davvero quando qualcuno commenta: la logica a blocchi di Manychat
- Tutto quello che Manychat può fare per il tuo business
- Chi può usare Manychat, oltre a chi vende sui social?
- Il motivo per cui molte attività hanno smesso di rispondere ai DM a mano, e cosa hanno guadagnato
- Manychat è gratis? Piani e prezzi in breve
- Come raccogliere contatti su Instagram e trasferirli in una mailing list
- Attira nuovi contatti con i social, fidelizzali con l’email marketing
- Domande frequenti su Manychat
Cos'è Manychat e come funziona il chatbot per rispondere ai DM
Manychat nasce nel 2015 come chatbot per Telegram, per iniziativa di due fondatori russo-americani, Mikael Yang e Alexander (Antony) Gorin, che all’epoca lavoravano su strumenti di automazione delle conversazioni per piccole aziende.
Nel giro di pochi anni, con la crescita esplosiva di Facebook Messenger come canale di customer care e marketing, il team ha spostato il focus quasi completamente sui canali di proprietà di Meta, diventando oggi la piattaforma di riferimento mondiale per l’automazione delle conversazioni su Instagram, Facebook Messenger e WhatsApp, con supporto anche per TikTok e per gli SMS.
💡 Un dettaglio che vale la pena conoscere
Manychat è un Meta Technology Partner ufficiale. Questo significa che l’azienda ha superato un processo di verifica tecnica e di conformità imposto da Meta stessa, e che le sue automazioni sui DM avvengono attraverso le API ufficiali approvate dalla piattaforma. È anche uno dei motivi per cui, quando ci si chiede se Manychat è sicuro e legale su Instagram, la risposta è sì: a differenza di estensioni browser, bot “grigi” o script non autorizzati (che spesso violano i termini di servizio di Instagram e possono portare a limitazioni o al ban dell’account) Manychat opera in un perimetro riconosciuto e sostenuto direttamente da Meta.
In termini semplici, Manychat è una piattaforma di chat marketing: ti permette di costruire un chatbot per Instagram senza scrivere una riga di codice, impostando automazioni che rispondono da sole ai commenti, ai messaggi diretti e alle interazioni con le Stories, portando avanti conversazioni predefinite ma comunque personalizzabili e naturali. Si tratta di un percorso guidato, con dei bivi, in cui a ogni azione dell’utente corrisponde una reazione prevista dal flusso che hai disegnato.
Cosa succede davvero quando qualcuno commenta: la logica a blocchi di Manychat
Manychat ti permette di costruire conversazioni automatiche con un editor visuale a blocchi, di tipo drag-and-drop.
In pratica funziona così: crei un blocco (ad esempio un messaggio di testo, un’immagine o una domanda da porre all’utente) lo posizioni sulla tua area di lavoro, e lo colleghi al blocco successivo, per stabilire l’ordine in cui la conversazione deve svolgersi.
Lo spazio di lavoro è una lavagna infinita, che puoi zoomare, rimpicciolire e spostare liberamente. Questo diventa utile soprattutto quando un’automazione cresce e comprende diversi passaggi: poter vedere l’intero percorso a colpo d’occhio, dall’inizio alla fine, ti permette di individuare subito un passaggio mancante o un ramo della conversazione che non porta a nessun risultato, senza doverti perdere tra decine di schermate separate.
Concretamente, per costruire un flusso di conversazione colleghi tra loro tre tipi di elementi:
- Trigger: sono gli eventi che fanno scattare l’automazione. Possono essere un commento con una parola chiave specifica sotto un post o un Reel, l’apertura di una conversazione (il classico “ciao” o il tap su “Get Started”), una risposta a una Storia, il click su un pulsante all’interno di un annuncio Instagram, oppure un evento di sistema come il cambiamento di un campo del contatto.
- Messaggi e blocchi di raccolta dati: qui costruisci il “corpo” della conversazione. Puoi inserire testo, immagini, video, pulsanti con scelte multiple (i cosiddetti quick reply), caroselli di prodotti, e soprattutto i blocchi di User Input, con cui Manychat chiede all’utente un dato specifico (email, numero di telefono, nome) e ne valida automaticamente il formato prima di salvarlo. Ogni informazione raccolta finisce in un Custom Field del contatto, cioè un campo personalizzato che puoi richiamare in automazioni successive, in messaggi personalizzati (“Ciao {{nome}}!”) o in report.
- Azioni finali: sono i comandi che chiudono (o continuano) il flusso come inviare un link, applicare un tag al contatto per segmentarlo, aggiornare un campo, spostare il contatto in un altro flow, oppure passare il dato raccolto a uno strumento esterno tramite un’integrazione nativa, Zapier o Google Sheets.
Ogni blocco può avere più uscite condizionali: ad esempio, se l’utente risponde “Sì” a una domanda va in una direzione, se risponde “No” va in un’altra. Questo permette di costruire flussi anche piuttosto sofisticati (come qualificazione di lead con più domande, percorsi diversi per clienti nuovi e clienti esistenti, gestione di FAQ automatiche) pur restando dentro un’interfaccia visuale e senza scrivere codice.
Tutto quello che Manychat può fare per il tuo business (oltre alla lead generation)
Manychat nasce per gestire l’intera conversazione con un contatto, dal primo messaggio fino alla vendita. Non è pensato solo per rispondere a un commento e chiudere lì: una volta che una persona inizia a interagire con il bot, puoi continuare ad accompagnarla nel tempo, riconoscerla quando torna a scriverti, proporle offerte diverse in base a come si è comportata in passato, e persino farle completare un acquisto senza mai uscire dalla chat.
È una piattaforma pensata per l’intero ciclo di vita del contatto, non solo per il primo contatto in sé. Ecco le funzionalità principali che mette a disposizione:
- Risposte automatiche a commenti e DM, per gestire richieste ripetitive (prezzi, disponibilità, orari, “dove siete”) senza intervento manuale. È il caso d’uso più diffuso tra piccole attività locali, ristoranti, negozi e liberi professionisti.
- Vendita assistita in chat, con flussi che guidano l’utente dalla domanda (“quanto costa?”) al link d’acquisto, mostrando eventualmente un catalogo prodotti direttamente nella conversazione, con immagini e prezzi.
- Broadcast, ovvero l’invio di messaggi “in stile newsletter” direttamente nei DM a segmenti di contatti che hanno già interagito col bot ed è utile per lanci, promozioni, contenuti esclusivi o promemoria su eventi in scadenza. È uno degli strumenti più potenti perché il tasso di apertura dei messaggi diretti è generalmente molto più alto di quello delle email, anche se va usato con parsimonia per non risultare invasivo.
- Sequenze a goccia (drip sequence), messaggi programmati nel tempo per accompagnare un contatto passo dopo passo, in modo simile a un’automazione email ma dentro la chat: utile, ad esempio, per un mini-corso via DM diviso su più giorni.
- Segmentazione e CRM leggero, grazie a tag e campi personalizzati illimitati che permettono di distinguere, ad esempio, chi ha già acquistato da chi è solo curioso, chi ha aperto un certo link, chi ha risposto a un sondaggio.
- Ads click-to-Messenger e click-to-DM, ovvero campagne pubblicitarie su Meta che, invece di portare a un sito, aprono direttamente una conversazione con il bot: un modo per abbassare il costo per lead rispetto a una landing page classica, perché elimina un passaggio di frizione.
- Strumenti di crescita (Growth Tools), come widget da inserire nella bio, QR code da mettere in vetrina o su materiali stampati, e link diretti che aprono automaticamente una conversazione già impostata su un flow specifico.
Nell’insieme, queste funzionalità permettono di gestire con lo stesso strumento tutte le fasi del rapporto con un contatto: dal primo messaggio, alla vendita, fino all’assistenza dopo l’acquisto.
Chi può usare Manychat, oltre a chi vende sui social?
Uno degli aspetti meno raccontati di Manychat è la sua trasversalità settoriale. Quando si parla di automazione dei DM, il pensiero corre quasi automaticamente a influencer che regalano guide gratuite o a e-commerce che gestiscono ordini in chat. Ed è vero, sono due dei casi d’uso più diffusi.
Ma la logica su cui si basa lo strumento (rispondere subito, qualificare chi scrive, instradare la conversazione verso l’azione giusta) è utile a qualsiasi attività che riceva più di qualche messaggio al giorno sui social, indipendentemente dal settore.
Ecco alcuni esempi concreti di chi lo usa, al di fuori del mondo social selling:
- Studi professionali e coach, per qualificare i lead prima di una call: il bot fa alcune domande (budget, obiettivo, urgenza) e instrada la persona verso un link di prenotazione solo se risponde a determinati criteri.
- Agenzie immobiliari, che usano l’automazione dei commenti per inviare planimetrie, prezzi e disponibilità di un immobile a chi commenta “INFO” sotto il video di presentazione.
- Ristoranti e locali, per gestire prenotazioni base, orari e menù senza dover rispondere manualmente a decine di messaggi simili ogni sera.
- E-commerce, per il recupero di carrelli abbandonati via DM, la gestione delle domande pre-vendita e il supporto post-vendita di primo livello.
- Content creator ed educatori online, il caso d’uso al centro di questa guida: distribuire lead magnet (guide, checklist, video) in cambio di un’email, per costruire una lista propria a partire dall’attenzione ottenuta sui social.
Il filo comune tra questi esempi è sempre lo stesso: qualcuno scrive, e c’è un sistema pronto a rispondergli subito, indipendentemente dal settore o dal tipo di richiesta. Cambia solo l’obiettivo finale (una prenotazione, una vendita, un’email raccolta) mentre il meccanismo di base, fatto di trigger, messaggi e azioni, resta sempre lo stesso.
Il motivo per cui molte attività hanno smesso di rispondere ai DM a mano, e cosa hanno guadagnato
Il motivo per cui questo tipo di automazione con Manychat ha preso piede negli ultimi anni è semplice: fa risparmiare passaggi a chi è interessato.
Normalmente, per ottenere quello che cerca, una persona dovrebbe cliccare sul link in bio, uscire da Instagram, aspettare che si carichi un sito e compilare un modulo. Con questa automazione, invece, tutta la conversazione avviene dove si trova già a suo agio: nei DM, con un ritmo che ricorda una chat con un amico più che la compilazione di un form.
Questo si traduce in numeri concreti.
Un report di Drift e Clearbit sul conversational marketing ha rilevato che l’81% delle persone evita di compilare un modulo per lasciare i propri dati quando ha a disposizione un’alternativa conversazionale, e il 66% preferisce la messaggistica in tempo reale a qualsiasi altro canale per parlare con un’azienda. Il motivo è sempre lo stesso: l’utente non deve cambiare contesto, non deve aspettare un caricamento e non si trova davanti un modulo con troppi campi da riempire in un colpo solo.
Anche la percezione è diversa: rispondere a un messaggio in chat sembra un gesto naturale e a basso impegno, mentre compilare un form “sembra” sempre un piccolo atto burocratico, anche quando in realtà richiede lo stesso sforzo.
C’è poi un vantaggio meno immediato ma altrettanto importante: la velocità della prima risposta. Una delle ricerche più citate sul tema, condotta dalla Harvard Business Review su oltre due milioni di lead commerciali, ha rilevato che le aziende che contattano un lead entro un’ora hanno una probabilità di qualificarlo quasi 7 volte più alta rispetto a chi aspetta anche solo un’ora di più, e fino a 60 volte più alta rispetto a chi risponde dopo 24 ore.
Un’automazione risponde in pochi secondi, indipendentemente dall’ora del giorno o dal fatto che tu sia impegnato in una riunione, in vacanza o semplicemente offline: è, di fatto, il modo più semplice per restare sempre entro quella finestra critica.
È anche uno strumento perfetto per testare in tempi record e a costo zero la risposta della tua audience a un nuovo prodotto o servizio, senza dover costruire una landing page: puoi pubblicare un post, attivare l’automazione in pochi minuti e avere un primo riscontro quantitativo (quante persone hanno commentato, quante hanno lasciato l’email, quante hanno cliccato il link finale) nell’arco di poche ore.
Manychat è gratis? Piani e prezzi in breve
Sì, Manychat ha un piano gratuito, ed è pensato per essere realmente utilizzabile, non solo una demo limitata. Con il piano free puoi collegare il tuo profilo Instagram, creare automazioni base (come una risposta automatica a un commento) e gestire un numero limitato di contatti attivi al mese. È più che sufficiente per capire come funziona lo strumento, provare la logica dei flussi e validare la tua prima idea di automazione prima di investire budget.
Per quanto riguarda quanto costa Manychat quando si passa a un piano a pagamento, la struttura dei prezzi è calcolata principalmente in base al numero di contatti attivi gestiti dal bot (non al numero di follower del profilo), e cresce a scaglioni man mano che la tua lista aumenta:
- Il piano Pro parte in genere da circa 15 dollari al mese per le fasce di contatti più basse, e sblocca le funzionalità chiave per una strategia di lead generation seria: la raccolta di email e numeri di telefono direttamente nei DM (l’azione “Ask for their email” che useremo in questa guida), i broadcast senza i limiti del piano gratuito, le integrazioni avanzate con Google Sheets, Zapier e webhook personalizzati, e strumenti di reportistica più approfonditi sulle performance dei flussi.
- Salendo di fascia, in base ai contatti gestiti, il costo aumenta ma restano invariate le funzionalità principali: quello che cambia è la capacità di gestire un pubblico più ampio.
- Per chi vuole testare queste funzioni prima di impegnarsi economicamente, Manychat offre in genere una free trial di 14 giorni sui piani a pagamento, sufficiente a costruire e testare l’intero flusso descritto in questa guida senza costi.
Vale la pena considerare questo investimento non come una spesa fissa, ma come un costo variabile legato direttamente al valore che stai generando: più contatti stai gestendo, più probabilmente la tua strategia di lead generation sta funzionando, e il costo del piano si ripaga con il tempo risparmiato e con i contatti commerciali che altrimenti andrebbero persi per un ritardo nella risposta.
Come raccogliere contatti su Instagram e trasferirli in una mailing list (dicendo addio agli algoritmi social)
Nei prossimi passaggi costruiamo insieme un esempio concreto, che puoi replicare identico o adattare alla tua attività.
Immagina di pubblicare un post o un Reel in cui offri qualcosa gratis (una guida, una checklist, un video) e inviti le persone a commentare con una parola specifica, ad esempio GUIDA, per riceverlo. Non appena qualcuno scrive quella parola sotto il post, riceve subito un messaggio privato: prima di inviargli quello che gli hai promesso, il messaggio gli chiede l’email.
Perché chiedere l’email, e non limitarsi a inviare subito la risorsa?
Perché è il modo per trasformare un’interazione di passaggio in un contatto che puoi continuare a raggiungere anche in futuro, senza dipendere da un post o da un algoritmo. Una volta che hai la sua email, puoi tenerlo aggiornato su nuovi contenuti o offerte, costruire fiducia nel tempo con messaggi regolari, e proporgli un acquisto quando è pronto, cose che un singolo commento sotto un post non ti permette di fare.
Quell’email, però, non deve restare chiusa dentro Manychat: da sola, infatti, questa piattaforma non ti permette di inviare newsletter, sequenze di email o campagne mirate a chi hai raccolto. Nei prossimi passaggi vediamo quindi come farla arrivare fino alla tua lista su Emailchef, dove potrai usarla in una vera strategia di email marketing.
Per seguire la guida ti serve avere già pronto:
- Un profilo Instagram Business o Creator, non un profilo personale: Manychat, come ogni altro Meta Technology Partner, richiede un account collegato a una Pagina Facebook e configurato come account aziendale o creator per poter accedere alle API dei messaggi.
- Un account Manychat, gratuito per iniziare.
- Un account Google (per Google Drive e Google Sheets), che quasi certamente hai già.
- Un account Emailchef, anche in prova gratuita, per la parte finale della guida.
Per questo tutorial, il piano gratuito di Manychat basta per costruire la struttura base dell’automazione, composta da trigger, risposta pubblica, messaggio privato. Per attivare la raccolta email nei DM (il passaggio che rende possibile l’intero flusso descritto in questa guida) ti servirà passare a un piano a pagamento, anche solo attivando la free trial di 14 giorni per testarlo senza costi.
Con questi elementi a disposizione, possiamo passare alla parte pratica: costruiamo insieme, passo dopo passo, il primo blocco dell’automazione direttamente su Manychat.
Step 1: crea l'automazione dei commenti Instagram su Manychat
Passiamo alla parte pratica. Il primo passaggio si costruisce interamente dentro Manychat, e serve a collegare tra loro due momenti: il commento con la parola GUIDA sotto il tuo post, e il messaggio privato che chiede l’email a chi lo ha scritto.
Alla fine di questo passaggio, ogni volta che qualcuno commenterà con quella parola, riceverà in automatico il DM che gli chiede l’email.
Ma andiamo con ordine e vediamo insieme da dove iniziare.
- Registrati su Manychat all’indirizzo manychat.com.
La prima volta il sistema ti chiederà di accedere con un account Meta o Google: in questo caso, mi connetto con il mio account Meta.
Segui la procedura guidata per concludere la registrazione.
- Una volta atterrato nella dashboard, apri la voce Automation dal menù laterale e clicca sul pulsante + New Automation.
- Tra i template proposti, scegli Auto-DM link on comment post. Manychat offre decine di template pronti per diversi obiettivi (vendita, supporto, quiz), ma questo è la base perfetta per il nostro caso: è pensato esattamente per rispondere in automatico a chi commenta con una parola specifica.
- Ti verrà mostrato un simulatore del tuo profilo Instagram su uno smartphone virtuale. Sulla sinistra puoi scegliere il post specifico su cui vuoi attivare l’automazione (utile se hai già pubblicato il contenuto). Oppure selezionare Next post or reel, un’opzione comoda se vuoi impostare tutto in anticipo e poi pubblicare il contenuto solo quando l’automazione è pronta e testata.
- Imposta la parola chiave che farà scattare l’automazione selezionando a specific word or words. Alcuni esempi possono essere GUIDA, INFO o SCONTO, a seconda del contesto. Scegli parole brevi, facili da scrivere e da ricordare, che non si confondano con altri commenti generici (“bello”, “wow”) che potrebbero attivare l’automazione per errore se scegli parole troppo comuni.
Manychat ti dà anche la possibilità di configurare fino a 3 risposte pubbliche diverse attivando lo switch Reply to their comments under the post. Il sistema alternerà casualmente queste frasi sotto il commento: è un dettaglio utile per non far sembrare la risposta “robotica” agli occhi di chi legge i commenti sotto il post, dando l’impressione (corretta) che ci sia varietà nelle risposte automatiche.
- Clicca su Next e decidi l’azione successiva.
Qui Manychat ti propone diverse opzioni. Puoi inviare un primo messaggio attivando lo switch an opening DM e aggiungere anche una risposta preimpostata che le persone possono cliccare per andare avanti con la conversazione.
In questo caso, attiviamo anche lo switch a DM Asking for their email. È questa la scelta che trasforma un semplice invio di link in una vera raccolta contatti: prima di ricevere la risorsa, l’utente dovrà lasciare la propria email all’interno della conversazione. Compila il messaggio e clicca su Next.
- Arriva ora il momento di inviare il link con la risorsa. Nel testo del messaggio puoi invitare le persone ad aprire l’email per ricevere il link con la risorsa.
In questo caso, nel messaggio della chat puoi inserire un invito a visitare il tuo sito, a scoprire di più sul tuo servizio, o semplicemente un messaggio di ringraziamento con l’anticipazione che la risorsa sta arrivando nella loro casella di posta.
- Clicca su Go Live: l’automazione è attiva e da questo momento risponderà in automatico a ogni nuovo commento con la parola chiave scelta (e, se hai selezionato un post già pubblicato, anche ai commenti precedenti che la contengono).
Step 2: collega Manychat a Google Sheets (il ponte gratuito)
Manychat si integra anche con Zapier e N8N, che è probabilmente la soluzione più immediata se già lo usi per altri collegamenti tra app. In questa guida, però, scegliamo un percorso alternativo che tutti hanno già a disposizione gratuitamente, senza dover attivare un ulteriore abbonamento: Google Fogli.
Perché passare per un foglio Google invece che per un’integrazione diretta o per Zapier? Per due motivi molto concreti.
Primo: è completamente gratuito, mentre Zapier, superata una certa soglia di operazioni mensili, ha un costo proprio.
Secondo: un foglio Google ti dà anche una copia di backup leggibile di tutti i contatti raccolti, utile sia per controlli manuali veloci sia come rete di sicurezza nel caso in cui una delle due integrazioni smetta temporaneamente di funzionare.
Vediamo quindi come fare
- Crea un nuovo foglio Google e nella prima riga del foglio, inserisci le colonne Nome, Cognome, Email (puoi aggiungere altre colonne se il tuo flow raccoglie altri dati, come il numero di telefono).
- Torna su Manychat e vai su Automation per costruire la nuova automazione che permette di portare le email raccolte su Emailchef tramite Google Fogli. Clicca quindi su + New automation.
- Clicca sul bottone Start from scratch per creare una nuova automazione da zero.
- Vedrai comparire una bozza di percorso. Cancella il nodo su Instagram e crea il primo trigger cliccando su New Trigger.
- Seleziona Contact events dal menù laterale a sinistra. In questo caso ci servirà un trigger avanzato che non troverai in lista. Quindi seleziona New contact created e poi personalizzeremo l’evento.
- Clicca sulla x di fianco a New Contact dal menù laterale a sinistra e a questo punto potrai personalizzare l’evento.
- Ora seleziona + trigger e scegli System field value changed e seleziona come campo Email.
- Successivamente scegli come condizione has changed to any value. In questo modo, quando verrà registrata un’email, partirà un’automazione.
- Una volta impostato il trigger, dovrai scegliere l’azione. Clicca quindi su Actions (sotto alla sezione Logic).
- Clicca su + Action.
- Ora andiamo a scegliere Google Fogli. Se non lo trovi in lista, fai clic su Unlock more actions.
- Effettua la connessione con Google Sheets cliccando sul bottone Connect Google Sheets Account.
- Torna all’automazione e troverai Google Sheets nel menù al lato: cliccalo e seleziona Insert row per aggiungere una nuova riga.
- Ora, apri il menù a tendina Spreadsheet e scegli il foglio. Mentre dal menù a tendina Worksheet scegli il foglio specifico.
- A questo punto mappa i campi, associando i dati raccolti su Manychat con le colonne su Google Sheets.
- Fatto questo, l’automazione è pronta e puoi cliccare su Set Live.
A questo punto hai già un’automazione completa che funziona da sola su Instagram: un commento genera una risposta pubblica, apre un DM, raccoglie un’email e la scrive in un foglio Google.
La maggior parte di chi usa Manychat costruisce l’automazione, la vede funzionare, e considera il lavoro concluso. Ma c’è un aspetto strategico che vale la pena considerare prima di chiudere davvero il flusso.
I follower sui social non sono tuoi: sono della piattaforma. Lo stesso vale, in un certo senso, per i contatti che restano “chiusi” dentro Manychat: puoi rispondere loro via DM, ma non puoi davvero costruire una relazione di lungo periodo con newsletter, sequenze educative, offerte mirate, senza appoggiarti a uno strumento pensato per quello.
Se l’algoritmo di Instagram cambia (ed è già successo più volte negli ultimi anni) se il tuo profilo viene limitato, sospeso o semplicemente perde visibilità organica, perdi l’accesso diretto al tuo pubblico da un momento all’altro. E con lui, di fatto, a tutte le conversazioni che il tuo chatbot ha costruito fino a quel momento.
L’email marketing è lo strumento che ti permette di fare il salto di qualità: portare l’audience da un canale “in prestito” (i social) a un canale proprietario, ovvero una lista di contatti che ti appartiene al 100% e con cui puoi comunicare direttamente, senza intermediari, senza dipendere da un algoritmo che decide quanta visibilità darti.
È anche, storicamente, il canale con il ritorno sull’investimento più alto tra tutti gli strumenti di marketing digitale, proprio perché non c’è nessuno “in mezzo” tra te e chi legge.
Va anche chiarito un punto tecnico: Manychat, di per sé, non è uno strumento di email marketing. È un sistema di automazione delle conversazioni, ottimo per catturare l’attenzione e raccogliere un contatto, ma non progettato per gestire segmentazioni avanzate su base comportamentale via email, invii massivi programmati, test A/B sull’oggetto delle email, o automazioni complesse su più touchpoint. Il dato che raccoglie (l’email lasciata in chat) resta all’interno di Manychat fino a quando non lo colleghi a una piattaforma pensata proprio per questo, come Emailchef.
Step 3: collega Google Sheets a Emailchef
- Sul tuo foglio Google, vai sul menù Estensioni → Componenti aggiuntivi → Scarica componenti aggiuntivi.
- Cerca Sync to Emailchef nello store dei componenti aggiuntivi di Google Workspace.
- Una volta installato, torna su Estensioni, vai alla voce Sync to Emailchef e seleziona Open App.
- Si aprirà una barra laterale sulla destra del foglio e al primo utilizzo dovrai collegare il tuo account con le chiavi API di Emailchef. Incolla le due chiavi e clicca su Login.
- Da qui la configurazione richiede 3 step guidati direttamente nella barra laterale:
- Seleziona la lista Emailchef che vuoi collegare al foglio, cliccando sul pulsante Select Emailchef List e poi su Link list.
- Mappa le colonne, cliccando su Map columns/fields: abbina ogni colonna del tuo foglio (Nome, Cognome, Email) ai campi corrispondenti di Emailchef, selezionandoli dai menù a tendina sulla destra.
- Sincronizza i dati esistenti, cliccando su Manual Sync e poi su Yes, synchronize data now: questo passaggio importa in un colpo tutti i contatti già presenti nel foglio al momento della configurazione, così non parti da zero se hai già raccolto qualche email nei giorni precedenti.
Step 4: accogli il nuovo contatto con un'automazione di benvenuto
Una volta che l’iscritto entra nella lista Emailchef, il lavoro non è affatto finito: è anzi il momento in cui la relazione inizia davvero. Crea un’automazione su Emailchef e fai partire una welcome mail contenente la risorsa promessa nel DM.
Questo passaggio è cruciale per un motivo molto pratico: chi ti ha appena scritto su Instagram si aspetta di ricevere quello che gli hai promesso in tempi rapidi. Una welcome email tempestiva e ben scritta è anche il primo passo del lead nurturing, cioè del percorso che trasforma un contatto generico in una relazione di fiducia: se il contatto apre la email e clicca sul link della risorsa, sai che l’automazione sta portando persone davvero interessate e non semplici “cacciatori di freebie” che si disiscriveranno subito dopo aver scaricato il materiale.
Qualche idea concreta su cosa inserire in questa prima email, oltre alla risorsa promessa:
- Un breve messaggio di benvenuto personale, che spieghi chi sei e perché quella persona si trova ora nella tua lista — ricollegandosi esplicitamente al post o al Reel da cui è arrivata, per mantenere continuità con l’esperienza vissuta su Instagram.
- Un accenno a cosa aspettarsi dalle prossime email: frequenza di invio, tipo di contenuti, eventuale prossimo appuntamento (un webinar, un lancio, una nuova guida).
- Un invito a un’azione a basso impegno, come rispondere alla email con una domanda specifica, o seguire un altro canale: le prime interazioni via email, quando avvengono, aumentano sensibilmente la probabilità che le email successive vengano aperte, perché “allenano” l’inbox provider a considerarti un mittente rilevante per quella persona.
Se vuoi saperne di più, qui sotto ti lascio un video completo sulle Welcome Series e come convertire gli iscritti in lead.
Attira nuovi contatti con i social, fidelizzali con l’email marketing
Unire l’interattività immediata di Instagram alla tua lista email di Emailchef ti permette di non sprecare nemmeno un briciolo dell’attenzione che ricevi sui social, trasformando ogni commento in un contatto per il tuo business, senza passare ore a rispondere manualmente ai DM, e senza dipendere in modo esclusivo da un algoritmo che non controlli.
Ogni singolo passaggio richiede pochi minuti di configurazione iniziale, ma una volta attivato lavora per te in modo continuativo, senza bisogno di supervisione costante, a patto di fare qualche controllo periodico e di partire con una parola chiave e un tono di voce ben scelti.
Se vuoi iniziare subito a testare questa strategia, attiva la prova gratuita di 30 giorni di Emailchef e comincia a costruire i tuoi primi flussi di benvenuto.
Domande frequenti su Manychat
Manychat è una piattaforma di chat marketing che permette di creare chatbot per Instagram, Facebook Messenger, WhatsApp, TikTok e SMS senza scrivere codice. Automatizza le risposte ai commenti, ai messaggi diretti e alle interazioni con le Stories, seguendo un flusso di conversazione che l’utente costruisce con un editor visuale a blocchi.
Funziona collegando tra loro tre elementi: un trigger (l’evento che avvia l’automazione, come un commento con una parola chiave), i blocchi di messaggio o di raccolta dati (testo, immagini, domande all’utente) e le azioni finali (inviare un link, salvare un dato, passarlo a un altro strumento). Ogni volta che l’evento trigger si verifica, Manychat esegue il flusso che hai costruito in automatico.
Sì, ha un piano gratuito utilizzabile per creare automazioni base e gestire un numero limitato di contatti attivi al mese. Per sbloccare la raccolta di email e numeri di telefono nei DM (la funzione al centro di questa guida) serve però passare a un piano a pagamento, disponibile anche con una free trial di 14 giorni.
Il piano Pro parte in genere da circa 15 dollari al mese per le fasce di contatti più basse, e il prezzo cresce a scaglioni in base al numero di contatti attivi gestiti dal bot, non al numero di follower del profilo.
Sì. Oltre a Instagram, Manychat supporta anche Facebook Messenger, WhatsApp, TikTok e SMS. La logica di funzionamento (trigger, messaggi, azioni) è la stessa su tutti i canali, anche se in questa guida ci siamo concentrati su Instagram.
Sì, esistono altri strumenti di chat marketing e automazione dei DM, alcuni dei quali con integrazioni native verso specifici ESP. Manychat resta però lo strumento più diffuso e uno dei pochi con lo status di Meta Technology Partner ufficiale, un elemento da considerare per la sicurezza dell’account.
Perché un commento o un DM restano dentro una piattaforma che non controlli: se cambia l’algoritmo o il tuo profilo perde visibilità, perdi anche l’accesso a quel contatto. L’email, raccolta e trasferita su uno strumento come Emailchef, resta invece un canale che ti appartiene e su cui puoi costruire una relazione nel tempo.




