Vocabolario delle parole da evitare nell’email marketing

Come faccio a evitare che le mie email finiscano nello SPAM?

Hai guardato il nostro video tutorial con i consigli per scrivere un oggetto efficace per le tue newsletter? In questo post troverai il suo necessario completamento: le parole da evitare per non innescare i filtri anti-SPAM dei client di posta elettronica.

Questa lista non vuole essere un elenco di espressioni “tabù” sempre e comunque. Sii però prudente nello sperimentare: una volta compromesso l’indirizzo IP da cui invii le newsletter, infatti, nessuno potrà aiutarti a ristabilirne la reputazione. Proprio a questo riguardo abbiamo scritto un post dal titolo “Email marketing e SPAM – La reputazione è (quasi) tutto”.

Regola numero 1: non sbagliare la personalizzazione dell’email

Questa non è una parola, ma un vivo consiglio. Non inserire un campo personalizzato nell’oggetto della newsletter se questo non è disponibile per tutti i contatti della mailing list.

Allo stesso modo, il campo deve essere corretto. Se una persona si è registrata con un nickname o ha fatto un errore di battitura, non è detto che gradisca ricevere un’email con il nomignolo (o il nome sbagliato) nella riga dell’oggetto.

Cosa evitare

Occorre prestare particolare attenzione a parole ed espressioni relative a offerte, omaggi e sconti come:

  • Gratis
  • Solo per (€€€)
  • Prestito gratuito
  • Regalo
  • Soddisfatti o rimborsati
  • Chiama gratis

Questo non vuol dire che nell’oggetto dell’email non si possa parlare di vendite, anzi. Un’offerta “paghi uno e prendi due”, nell’opportuno contesto, può decisamente funzionare. Stesso discorso per le frasi relative a “sconti”, “offerte” e “promozioni”. Un esempio potrebbe essere “I saldi sono cominciati”.

Ad altissimo rischio sono anche parole ed espressioni che implicano scambi di denaro, inclusa la possibilità di acquistare medicinali dal nome abusato o procacciarsi incontri intimi. Per esempio:

  • Compra ora
  • Ordina subito
  • Credito
  • Guadagnare
  • Conosci partner
  • Perdi peso subito
  • Viagra / Xanax ecc.

In terzo luogo, non bisognerebbe mai affidarsi interamente a parole ed espressioni che insistono sul senso di urgenza. Le più comuni:

  • Solo per oggi
  • Affrettati
  • Clicca subito
  • Cosa aspetti?

Superlativi ed espressioni analoghe sono da evitare:

  • Perfetto
  • Meraviglioso
  • Irrinunciabile
  • Sicuro
  • Garantito

Io non uso mai queste parole

Se questo è il tuo commento dopo aver dato una scorsa alla lista, devi sapere che uno dei principali motivi per cui alcune delle tue email vanno nello SPAM è che le maglie dei filtri sono molto strette. Il loro obiettivo è schiacciare il fenomeno e non vanno per il sottile. Tuttavia, i filtri non sono accurati al 100%, quindi a volte anche email lecite finiscono nello SPAM.

Ma qui sta la sfida. Il coinvolgimento degli iscritti svolge un ruolo importante nel tasso di consegna delle email. Questo perché i provider tengono in considerazione lo “storico” del comportamento dei destinatari durante la fase di scrematura dei messaggi in arrivo. In altre parole, se gli iscritti leggono con frequenza le tue email, è più difficile che queste finiscano nello SPAM.

Inoltre, se tra i tuoi destinatari ci sono numerose caselle email che non vengono usate da lungo tempo, anche questo andrà a peggiorare il tasso di consegna delle tue newsletter.

E allora?

E allora sii paziente e attieniti a poche e generali norme di buon senso:

  1. Non rovinare la reputazione del tuo indirizzo IP, neppure con iniziative isolate che potrebbero danneggiarti;
  2. Ottieni il permesso preventivo dei contatti prima di inviare le email. L’impresa non è improba come potrebbe sembrare. Creare e usare i form di iscrizione è facile e i social network si prestano ancora meglio a questa attività;
  3. Cura il contenuto delle newsletter e lavora per renderlo interessante. In questo modo il livello di coinvolgimento dei destinatari rimarrà sopra il livello di guardia;
  4. Rendi le tue email riconoscibili e uniche grazie alle possibilità di personalizzazione offerte da eMailChef;
  5. Tieni pulite le liste dei contatti: niente indirizzi email inattivi e niente indirizzi che fanno bounce;
  6. Non scrivere oggetti della newsletter ingannevoli o che non c’entrano un granché con il reale contenuto del messaggio;
  7. Inserisci sempre il link di disiscrizione nel footer dell’email;
  8. Assicurati che la newsletter sia responsive sui vari dispositivi, non contenga font inusuali o poco leggibili, che le immagini siano ottimizzate, il codice HTML del messaggio “pulito” e l’email mai e poi mai composta da una sola immagine (nemmeno le cartoline di auguri).

Infine, per contrastare il fenomeno delle email lecite che finiscono comunque nello SPAM, contatta direttamente i destinatari e chiedi loro di rimuovere le tue newsletter dalla cartella della posta indesiderata.

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