Scopri le migliori strategie di email marketing per Saas e implementale subito per la tua attività con questa guida completa.
Se vendi un software in abbonamento, probabilmente conosci bene questa scena: investi tempo, energie e soprattutto budget per convincere nuovi utenti ad attivare la tua prova gratuita. Le campagne funzionano, gli accessi arrivano, e tutto sembra muoversi nella direzione giusta. Ma poi succede sempre la stessa cosa: l’utente avvia il trial, fa un login, dà un’occhiata veloce… e sparisce.
Non è cattiveria, né disinteresse. E nella maggior parte dei casi non è nemmeno un problema del tuo prodotto.
Spesso, la verità è che l’utente viene lasciato solo proprio nel momento più delicato: le prime ore e i primi giorni, quando sta ancora cercando di capire se il tuo software può davvero aiutarlo.
È lì che nasce (o si rompe) il legame tra il tuo prodotto e la sua routine quotidiana. Se non riceve una guida chiara, se non capisce da dove iniziare, se non riesce a sperimentare almeno una volta il valore che prometti… la sua prova gratuita diventa un tunnel senza uscita. E per te significa soldi sprecati e opportunità perse.
Ma ho buone notizie: questo problema può essere risolto. E uno degli strumenti più efficaci per riuscirci è l’email marketing.
Te ne parlo in questo articolo!
E se preferisci vedere un video sull’argomento?
Nessun problema, abbiamo parlato di email marketing per SaaS nel video che trovi qui sotto 👇
Perché nel mondo SaaS l’email marketing è fondamentale (e no, non puoi farne a meno).
Prima di parlare di strategie, serve chiarire un punto chiave: un SaaS non si vende come un prodotto fisico. Non basta elencare funzioni, caratteristiche e promesse. Le persone iniziano davvero a “credere” in un software solo quando capiscono, concretamente, come può risolvere un loro problema quotidiano.
E quella consapevolezza non nasce nell’istante in cui attivano il trial. Nasce nei giorni successivi, quando provano a usarlo per ottenere un risultato: organizzare un processo, automatizzare un’attività, risparmiare tempo, evitare un errore ricorrente. È in quel momento che il valore diventa tangibile.
Il problema? Senza guida, la maggior parte degli utenti non ci arriva affatto.
Non sanno da dove cominciare.
Non distinguono ciò che è essenziale da ciò che è avanzato.
Si sentono sopraffatti da troppe opzioni.
E spesso, più semplicemente, non trovano il tempo per esplorare il prodotto nel modo corretto.
Ecco perché l’email marketing diventa uno strumento decisivo. Non come mera attività promozionale, ma come forma di accompagnamento: un percorso guidato che aiuta l’utente a muovere i primi passi, sciogliere dubbi, evitare errori e arrivare rapidamente a un risultato. È pedagogia applicata al software: messaggi mirati che lo spingono a compiere quell’azione fondamentale che gli farà pensare:
Ed è da questo punto che parte la strategia: capire come strutturare un percorso via email capace di trasformare un semplice trial in una reale esperienza di valore.
Te ne parlo nel prossimo paragrafo.
L’onboarding: la fase dove si decide tutto.
L’automazione di onboarding è, senza mezzi termini, la più importante dell’intero ecosistema email di un SaaS. È la prima a entrare in scena, subito dopo l’iscrizione alla prova gratuita, ed è l’unica con un obiettivo davvero cruciale: accompagnare l’utente fino al suo primo risultato concreto.
Nel mondo SaaS questo momento ha un nome preciso: il Momento Aha!. È quell’istante in cui l’utente smette di vedere il tuo software come un insieme di funzioni astratte e inizia a percepirlo come la soluzione che stava cercando. Prima di quel momento, il prodotto è solo un potenziale; dopo, diventa una necessità.
Prendiamo un esempio semplice.
Se vendi un software per creare fatture, il Momento Aha! arriva quando l’utente compila e invia la sua prima fattura. Prima di farlo, la piattaforma è solo una dashboard nuova e un po’ intimidatoria. Dopo, è un alleato che gli fa risparmiare tempo. È questo passaggio che determina tutto: la sua motivazione, il suo coinvolgimento e, in ultima analisi, la conversione.
Proprio per questo la prima email deve avere un solo compito: guidarlo verso quell’azione chiave. Niente elenchi infiniti di funzioni, niente dieci link diversi, niente “tour completi” del prodotto. Solo un messaggio semplice che dice:
Un link, uno solo, diretto all’attività che gli farà percepire il valore del software.
Se entro il primo giorno non ha ancora compiuto quell’azione, entra in gioco un secondo messaggio: breve, gentile e utile. Un mini–tutorial, magari un video di pochi secondi, che gli mostra esattamente cosa fare. Nei giorni successivi si possono introdurre altre due o tre funzioni chiave, non per riempirgli la casella di posta, ma per far crescere la sua familiarità con ciò che il prodotto può fare per lui.
Qui funziona molto bene alternare messaggi istruttivi a contenuti più emotivi: una testimonianza credibile, un caso d’uso concreto, persino una breve storia su come è nato il prodotto. Questi elementi non servono solo a informare, ma a creare fiducia, che è ciò che spesso fa la differenza tra un trial che finisce nel nulla e un utente che decide di restare.
Infine, quando la prova sta per concludersi, un messaggio di promemoria non è una “mossa commerciale”, ma un atto di cura. Un modo per dire:
Nessuna pressione, solo chiarezza.
Questo tipo di onboarding (semplice, intenzionale, guidato) può letteralmente trasformare i risultati di un trial. Non perché aggiunge più comunicazioni, ma perché aggiunge più direzione.
Il post-acquisto: il momento in cui molti SaaS perdono clienti senza accorgersene.
Quando un utente passa dalla prova gratuita all’abbonamento, la tentazione è pensare che il lavoro sia concluso: ha pagato, ha scelto te, missione compiuta.
In realtà, è proprio in questo momento che inizia la parte più delicata.
Il rischio più comune è che l’utente continui a usare solo una piccola porzione delle funzionalità disponibili. Non perché il tuo prodotto non sia valido, ma perché ognuno tende a fermarsi a ciò che conosce. E quando arriva il momento di valutare il suo abbonamento, la domanda che si fa è sempre la stessa:
Se quella risposta pende dalla parte sbagliata, non è un problema di prezzo: è un problema di mancata educazione all’uso del prodotto.
Ed è qui che l’email marketing diventa un alleato fondamentale. Nel post-acquisto il suo ruolo non è vendere, ma coltivare la relazione, aiutare l’utente a scoprire funzioni che rendono la sua vita più semplice e, soprattutto, prevenire quella sensazione di “sto sprecando soldi” che porta alla disdetta.
Con piattaforme come Emailchef puoi impostare automazioni basate sui comportamenti reali degli utenti: messaggi che partono solo quando qualcuno ignora una funzionalità importante per troppo tempo.
È un modo elegante e non invasivo per intercettare un problema prima che si trasformi in un churn.
Ma riprendiamo l’esempio del software di fatturazione.
Se dopo 30 giorni un cliente non ha mai utilizzato la riconciliazione bancaria, non serve aspettare che sia lui a scoprirla, perché probabilmente non accadrà.
Parte invece una comunicazione mirata, semplice, quasi un consiglio amichevole:
A volte basta questo per salvare un abbonamento. E un abbonamento salvato, nel mondo SaaS, vale molto più di un nuovo cliente acquisito.
La fase pre-churn: quando il cliente sta per abbandonare e devi intervenire.
Il churn, ovvero la cancellazione dell’abbonamento, è il nemico silenzioso di ogni SaaS. Non fa rumore, non avvisa, e spesso lo scopri solo quando è troppo tardi. Ma il punto non è che il churn esiste: il punto è che molte perdite si potrebbero evitare, se solo intervenissi nel momento giusto.
Quel momento arriva quasi sempre prima della disdetta, e ha un nome molto semplice: inattività.
Quando un utente non accede alla piattaforma per 15, 20 o 30 giorni, non sta “facendo una pausa”: sta gradualmente dimenticando perché il tuo software fosse utile. Sta perdendo abitudine, familiarità, e soprattutto percezione del valore. E la percezione del valore è l’unica cosa che tiene in vita un abbonamento.
È qui che l’email marketing deve cambiare voce. Non serve una promozione, non serve una spinta commerciale: serve un messaggio umano, diretto, empatico. Qualcosa che dica:
Una semplice email può riaccendere l’attenzione, soprattutto se offre una via d’uscita concreta dal problema: un link a una guida, un video rapido, un articolo di troubleshooting o, se hai un team dedicato, la possibilità di prenotare una chiamata di supporto.
Non è un gesto di vendita: è un gesto di cura. Ed è proprio questo che può trasformare un cliente in procinto di abbandonare in un cliente recuperato.
Ciò che conta davvero è la tempestività. Aspettare che l’utente clicchi sul bottone “Cancella abbonamento” significa intervenire troppo tardi. Agire prima, quando l’inattività è solo un sintomo e non ancora una decisione, è ciò che fa la differenza tra perdere un utente e salvarlo.
L’email marketing per SaaS punta a creare una comunicazione continua per costruire una relazione che dura.
Nel mondo SaaS, l’email marketing non è un accessorio: è una parte integrante del prodotto stesso. Non si tratta solo di impostare automazioni o inviare newsletter sporadiche, ma di un sistema continuo che accompagna l’utente dal primo login fino all’utilizzo avanzato del software.
Inviare comunicazioni regolari, come aggiornamenti sulle nuove funzionalità, novità del settore, storie del team o consigli pratici, non serve solo a informare: dimostra che il prodotto è vivo, migliora costantemente e che dietro c’è un team attento ai clienti, non un’entità distante che compare solo per vendere.
Questa continuità crea fiducia, guida l’utente alla scoperta delle funzioni più utili, riduce gli abbandoni e trasforma un semplice trial in un cliente consapevole e fedele.
Per riuscirci però servono strumenti flessibili e intelligenti, capaci di integrare automazioni comportamentali, sequenze di onboarding avanzate e collegamenti diretti al tuo software tramite webhook.
Con Emailchef puoi fare tutto questo: trasformare i trial in clienti paganti, accompagnare ogni utente passo passo e garantire che riceva sempre il messaggio giusto al momento giusto.
Se vuoi iniziare subito, puoi provare Emailchef gratuitamente per 30 giorni e scoprire come costruire una relazione vera e continua con i tuoi utenti.




